Il libro di Roberto Lughezzani, La lunga strada sconosciuta. Una
famiglia ebrea nella morsa del nazifascismo, pubblicato nella prestigiosa
collana “Filo spinato” della casa editrce Marlin, di Tommaso e Sante Avagliano (pp. 228, euro 16.00, ISBN 978-88-6043-079-3), ha ottenuto una Menzione speciale da parte della giuria
del Premio Fiuggi Storia 2013, sezione biografie. La cerimonia di consegna si è svolta nel corso della serata conclusiva della manifestazione, presso la Sala
Consiliare del Palazzo di Città di Fiuggi.
L'autore, nato nel 1946 a San Martino Buon Albergo (Verona) e laureato
in lettere antiche, ha insegnato in un liceo di Verona. In particolare si è
occupato di divulgazione della storia della Resistenza veronese, svolgendo le
sue ricerche con interviste anche filmate. Da alcuni anni raccoglie le
testimonianze, gli scritti e i diari di internati militari italiani nei lager
nazisti.
"La lunga strada sconosciuta. Una famiglia ebrea nella morsa del
nazifascismo" racconta la vicenda di Hela Schein e di Otto e Heinz Skall,
nonché di Willi Kleinberg e Gusti Mandler (rispettivamente secondo marito di
Hela e seconda moglie di Otto). Una famiglia ebrea che la persecuzione
nazifascista e la seconda guerra mondiale separano brutalmente, costringendo i
suoi membri a vivere in tre angoli diversi d’Europa: Austria, Cecoslovacchia e
Italia.
Mons. Giuseppe M. Palatucci |
La loro tragica storia, ricostruita con sensibilità da Lughezzani - come leggo in una nota dell'editore -, ricalca quella di milioni di ebrei: nell’attesa angosciosa della fine, Willi muore di
crepacuore, mentre Hela, deportata in Polonia, sparisce nell’orrore del lager;
Otto con la seconda moglie Gusti si suicida a Praga per sfuggire alla
deportazione a Theresienstadt; Heinz, che ha studiato in Italia, dopo il varo
delle leggi razziali finisce nel campo d’internamento di Campagna, e poi a Sala
Consilina, in provincia di Salerno. A Campagna diventa amico del vescovo
Giuseppe Maria Palatucci, zio dell’eroico Giovanni Palatucci e suo prezioso collaboratore nell’opera di soccorso degli ebrei, mentre a Sala Consilina intreccia una tenera
storia d’amore con una giovane insegnante, Rita Cairone, che sposerà dopo la guerra.
Heinz resterà fino all’ultimo il custode delle memorie familiari, il
depositario delle lettere straordinarie che i suoi gli avevano scritto negli
ultimi anni di vita. Sono lettere che si leggono con viva commozione e, contro
ogni forma di negazionismo, testimoniano la ferocia con cui il nazismo infierì
su milioni di esseri umani, di null’altro colpevoli che di essere ebrei.
La presentazione del libro è avvenuta sabato 19 ottobre, alle ore 18.00, nel salone di rappresentanza del municipio di Campagna. Non ci son potuto andare e mi dispiace sinceramente.
La presentazione del libro è avvenuta sabato 19 ottobre, alle ore 18.00, nel salone di rappresentanza del municipio di Campagna. Non ci son potuto andare e mi dispiace sinceramente.
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